Stato di efficienza delle opere in gestione

La rete idraulica consortile è sostanzialmente la stessa che caratterizzava il comprensorio al termine dell’ultimo conflitto mondiale, circa 70 anni fa, quando il territorio era pressoché totalmente dedicato all’agricoltura, le aree urbane erano notevolmente ridotte, praticamente erano inesistenti le aree dedicate ad insediamenti industriali o artigianali.

Nel corso degli anni, si è proceduto a continui adeguamenti e ridimensionamenti della rete e degli impianti, cercando di garantire che potessero far fronte ad eventi con tempi di ritorno adeguati (mediamente 20 anni) ma soprattutto cercando di rispondere alle mutate esigenze di sicurezza idraulica legate alla continua e sovente caotica urbanizzazione, con la diminuzione esponenziale dei tempi di corrivazione e la diminuzione se non la sparizione della rete di canalizzazioni private che un tempo costellava il nostro territorio.

Quasi mai lo sviluppo urbanistico si è basato su una seria programmazione e sulla consapevolezza che l’adeguamento delle strade, dell’illuminazione e degli altri servizi andava prioritariamente accompagnato dall’adeguamento della rete idraulica del territorio; anzi molto spesso è accaduto l’esatto contrario.

Il Consorzio in questi decenni è stato costretto a rincorrere gli eventi per riuscire, se non a risolvere, almeno a tamponare le diverse situazioni critiche; la cronica inadeguatezza dei finanziamenti rispetto alle necessità effettive ha costretto, nonostante l’impegno profuso dall’Ente e la sempre ampia disponibilità degli altri Enti del territorio (in primis la Regione, ma anche i vari Comuni, le gestioni Commissariali, ecc), a scelte di priorità che hanno per forza di cose lasciato in una situazione di non sufficiente sicurezza ampie zone del territorio.

A questa situazione generalizzata si è aggiunto, negli ultimi anni, anche la modifica della struttura stessa delle precipitazioni che si abbattono nella nostra zona.

Infatti, più volte l’anno si abbattono sul nostro comprensorio, anche se in zone diverse dello stesso, precipitazioni che definiamo eccezionali e che mettono a dura prova la rete e gli impianti consortili, che sovente si dimostrano insufficienti a garantire la sicurezza idraulica. Agli eventi diffusi del 2007, che colpirono soprattutto la gronda lagunare e la cui intensità giustificò la nomina di un Commissario Delegato, ne sono seguiti altri di notevole intensità pressochè tutti gli anni successivi ma che hanno interessato fortunatamente zone meno vaste del comprensorio.

effic opere in gestione 1

Gli effetti delle recenti alluvioni che hanno colpito il territorio Veneto in generale ed il comprensorio consortile in particolare.

 

Il ripetersi di questi eventi ha indotto Arpav ad analizzare a livello idrologico il territorio regionale, concludendo che è da attendersi:

o    un ripetersi con frequenza annuale, sempre nel mese di settembre, di fenomeni estremi di precipitazione sull’area costiera;

o    un maggior contributo dei giorni più piovosi sull’ammontare totale delle precipitazioni;

o    un aumento del numero degli eventi intensi di breve durata (3,6,12 ore);

o    un aumento del numero di superamenti di valori soglia per le brevi durate.

Parallelamente, ma con tutt’altro obiettivo, sono stati sviluppati altri studi sulle modalità con cui il territorio Veneto viene interessato dalle precipitazioni. L’Autorità di Bacino nell’ambito del progetto Trust – Life ha esaminato quali potrebbero essere gli scenari negli anni 2070 e 2100 del territorio Veneto confermando il trend di diminuzione del numero di giorni piovosi e della quantità annua di pioggia.

piovosità 56-04

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tendenza andamento pluviometrico medio annuo (da Arpav)

confonrto curve poss pluvio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Confronto curve di possibilità pluviometrica con dati fino al 2000 (CNR) e fino al 2010 (Zona Interna Nord Occidentale) per tempi di ritorno di 20 e 50 anni

 

Tale studio evidenzia quindi un probabile e rilevante impoverimento della falda e l’aumento degli effetti negativi della risalita del cuneo salino. Questi ultimi anni hanno dato ampia dimostrazione di quali potrebbero essere le problematiche connesse ad una generale diminuzione del volume complessivo annuo delle precipitazioni, connesso ad un sensibile aumento della intensità dei singoli eventi.

 

deficit 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Deficit percentuale delle precipitazioni da giugno ad agosto

 

deficit 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Deficit percentuale delle precipitazioni del solo mese di luglio

 

L’effetto combinato degli studi sopra menzionati porta alle seguenti conclusioni:

o    le attuali reti idrografiche Regionali, di bonifica e fognaria, risultano verificate per tempi di ritorno inferiori a quelli di progetto;

o    l’abbassamento della falda e la risalita del cuneo salino portano ad una diminuzione delle possibilità di irrigazione.

 

Le condizioni di “Rischio idraulico” del territorio sono ulteriormente aggravate dall’intensificazione dell’urbanizzazione dovuta alla politica di trasformazione dell’uso del suolo adottata da molte amministrazioni negli ultimi decenni, che si è sommariamente richiamata più sopra.

L’aumento delle superfici impermeabilizzate, infatti, modifica la risposta che il suolo dà alla trasformazione degli afflussi (precipitazioni) in deflussi (portate, piene) oltre ad aumentare il grado percezione del disagio in caso di allagamento.

Con il termine “rischio”, infatti, si intende il prodotto di due fattori:

o    la pericolosità, ovvero la probabilità di accadimento di un evento calamitoso;

o    il danno, dato dalla vulnerabilità degli elementi a rischio e dal valore degli stessi, che dipende quindi dagli stessi elementi a rischio (persone, beni, patrimonio ambientale, …);

l’urbanizzazione e, quindi, l’impermeabilizzazione del suolo portano ad aumentare entrambi i fattori e quindi inevitabilmente ad aumentare il rischio.

Rapportando le considerazioni sopra espresse allo stato di efficienza delle opere in gestione, possiamo concludere che lo stato di efficienza è sufficiente a garantire la sicurezza idraulica del territorio in situazioni di morbida e di media piena; mentre il sistema andrà in sofferenza, anche in porzioni ridotte del territorio, qualora si verifichino intense precipitazioni a carattere di rovescio che la rete non sia in grado di assorbire.