Partecipato incontro sul Marzenego, fiume metropolitano.

Al Centro Candiani su iniziativa di IUAV, Consorzio di bonifica e associazione storiAmestre, per fare il punto sul contratto di fiume

Martedì 14 febbraio si sono incontrati al Centro Candiani (gremito oltre ogni aspettativa) tre dei soggetti attivi del Contratto di fiume Marzenego: l’Università IUAV, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive, l’associazione storiAmestre. Il tema dell’incontro “Il Marzenego, fiume metropolitano” ha permesso di illustrare i rispettivi ultimi contributi, mostrandone l’integrazione e la complementarità.

Ha introdotto Giorgio Sarto che ha mostrato come l’uso della cartografia storica sia di aiuto e di ispirazione anche per le decisioni politiche e amministrative, come è avvenuto ad esempio per la creazione della “Cintura verde” dei Boschi di Mestre e come da anni si aspetta avvenga per la creazione del Parco del Marzenego all’entrata occidentale della città, in piena area metropolitana.

Maria Chiara Tosi e Cristina Renzoni (IUAV) hanno presentato il volume (dallo stesso titolo) da loro curato, che rende conto delle ricerche e della didattica finalizzata ad un progetto di “riciclo del territorio secondo le trame pubblica, idrica e agraria.” Il Marzenego può costituire l’asse unificante del territorio metropolitano, oggi molto frammentato e disperso.

Intervento per conto del Consorzio di bonifica, Paolo Cornelio ha proposto una mappa delle aree naturalistiche demaniali o private contigue al Marzenego che possono diventare strumenti efficaci di disinquinamento o di interesse paesaggistico. Ha inoltre illustrato un progetto sperimentale innovativo di ridisegno dell’alveo allargato del fiume (esemplificato in un tratto a valle di Noale) che permetta di integrare la necessità di contenere le acque in eccesso e quella di permettere e favorire l’indispensabile biodiversità.

Infine Mario Tonello ha dato conto del progetto di storiAmestre di “Ridare ai fiumi il loro nome”. La rete idrica è un sistema complesso, ed entra nella vita collettiva in molte maniere, idrica, ambientale, economica, e – per i valori culturali – storica. Ignorarla o trascurarla è una grave perdita per la collettività. Ridare ai fiumi e alla rete minore i loro nomi antichi e presenti, e renderli visibili con segnaletica e tabelle culturali ha lo scopo di far crescere la consapevolezza e la cura di questa risorsa comune.

Mestre, 15 febbraio 2017

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