Sono 4 i progetti, del valore complessivo di 8 milioni 400 mila euro, che Acque Risorgive ha candidato per la seconda tranche del PNIISSI, il Piano Nazionale di interventi infrastrutturali e strategici nel settore idrico. Essi riguardano il collettore CUAI, l’ex cava Perale di Mirano, la Seriola Veneta tra Dolo e Mira e il Muson Vecchio.
Gli interventi sono stati inseriti tra i 48 progetti candidati dagli 11 Consorzi di bonifica veneti, in stretta collaborazione con la Regione Veneto, presentati nei giorni scorsi a Roma, nel corso di un incontro svoltosi, su iniziativa di ANBI, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari. Presenti anche i vertici di Acque Risorgive, il presidente Federico Zanchin e il direttore ing. Carlo Bendoricchio.
“In un avvio dell’ennesima stagione irrigua che presenta più ombre che luci per quanto riguarda la disponibilità di risorsa, siamo pronti a mettere in campo nuovi interventi infrastrutturali e strategici finalizzati all’efficientamento e allo stoccaggio dell’acqua. Con la consapevolezza – spiegano Zanchin e Bendoricchio – che le opere, se realizzate, avranno un impatto positivo anche sull’economia e sull’ambiente, aumentando la superficie irrigata a fronte di un risparmio della stessa risorsa”.
Un primo progetto, del valore stimato in 2 milioni di euro, riguarda il ripristino funzionale della botte a sifone del collettore CUAI (canale che si sviluppa lungo circa 10.5 km da Quarto d’Altino a Favaro oggetto negli anni scorsi di un importante intervento di efficientamento) sottopassante il fiume Dese. Altro intervento candidato da Acque Risorgive, prevede la riqualificazione ambientale dell’ex cava Perale in comune di Mirano, attraverso la creazione di un bacino di invaso per irrigazione di soccorso a servizio del bacino dello scolo Fossa Donne (il progetto di fattibilità già approvato dal CdA del Consorzio vale 1 milione e mezzo di euro). Il terzo progetto prevede una serie di interventi di ammodernamento e di ripristino della funzionalità irrigua della Seriola Veneta nei comuni di Dolo e Mira per un valore stimato di 3 milioni e 200 mila euro. Infine, una quarta proposta, di cui è in corso di redazione il progetto esecutivo per un valore di 1 milione 700 mila euro, prevede interventi di ammodernamento ed efficientamento dei prelievi irrigui lungo l’asta del Muson Vecchio e sulle principali fonti di approvvigionamento della rete consortile.
“Confidiamo che i progetti possano essere accolti nel PNIISSI, che si conferma come la linea di finanziamento ideale per sostenere questa transizione idrica, resa ancora più urgente dalle ombre che gravano sul nostro territorio a causa della sempre più ridotta disponibilità della risorsa acqua” concludono il presidente e il direttore di Acque Risorgive.

