Area umida sul Lusore, conclusi i lavori a Caltana

E’ di sicuro uno degli interventi più qualificanti portati a termine di recente da Acque Risorgive. Finanziato con una somma di circa 2 milioni di euro, il progetto di realizzazione delle vasche di laminazione sullo scolo Lusore, in località Caltana nel comune di Santa Maria di Sala, è stato ultimato rispettando i tempi fissati. Prima di dichiarare chiuso il cantiere, però, il Consorzio di bonifica si appresta a realizzare, utilizzando le economie risultanti dal ribasso d’asta, alcuni lavori complementari da effettuare entro l’estate. Essi consistono nella sistemazione della scarpata dei due canali (Lusore e Fiumicello) che conterminano l’area, con ripristino di frane, e nella posa di un cavidotto per l’allacciamento alla rete Enel per l’alimentazione delle opere elettromeccaniche. E’ in corso inoltre il progetto di queste ultime che permetteranno, insieme all’installazione del telecontrollo, la gestione e ottimizzazione del funzionamento del sistema idraulico e ambientale.

I lavori, iniziati alla fine del 2017, sono consistiti nella creazione di un’unica area umida di oltre 4 ettari, costituita da 5 bacini interconnessi, nella tratta del corso d’acqua posta alla confluenza dello scolo Fiumicello. Lo sbarramento, l’ingresso e l’intercettazione delle acque vengono garantiti dai due manufatti posti uno sul Lusore e l’altro sul Fiumicello, mentre l’uscita e restituzione dall’area umida viene regolata da un terzo manufatto che è stato posto in corrispondenza del punto di confluenza del Fiumicello in Lusore.

Il progetto, mirato principalmente a ridurre il rischio idraulico in un’area di forte criticità, aveva anche una valenza ambientale. Grazie alla messa dimora di un canneto si favorirà il processo di depurazione delle acque, con l’obiettivo dichiarato di abbattere una quantità pari al 15% di azoto e al 10% di fosforo. Nell’ambito dei lavori sono state piantumate 2.300 piante di 16 specie diverse di alberi e arbusti, come l’acero campestre, l’ontano nero, l’olmo campestre, la farnia, il frassino, il biancospino, il nocciolo.

“L’intervento – spiega il presidente del Consorzio di bonifica, Francesco Cazzaro – si inserisce nel più ampio progetto che stiamo portando avanti da tempo e che si ispira ad un modello di sviluppo sostenibile nella tutela e gestione delle acque. Esso si fonda sulla rimozione di rivestimenti di calcestruzzo che impediscono il contatto dell’acqua con l’ambiente circostante, allargando le sezioni e riducendo la pendenza delle sponde così da avere una maggiore varietà di specie vegetali nella zona riparia e favorire processi naturali di fitodepurazione. Attraverso la ricalibratura degli alvei miglioriamo l’effetto tampone sui nutrienti come azoto e fosforo che altrimenti finirebbero in laguna. Le aree umide, come quella che abbiamo realizzato anche sullo scolo Lusore a Santa Maria di Sala, trattengono l’acqua, rallentandone il deflusso, e favoriscono la complessità biologica dell’ambiente”.

Un impegno, quello di riqualificazione ambientale del territorio, che è valso ad Acque Risorgive numerosi riconoscimenti a livello nazionale, l’ultimo cronologicamente parlando è il premio “Populus Alba” assegnato dall’associazione ambientalista “Eugenio Rossman” di Monfalcone.