Asciutta generale: interessati Dese, Marzenego, Sile e Zero

Acque Risorgive invita i cittadini a segnare due date nel calendario di marzo: 16 e 28. Saranno infatti questi i giorni in cui inizierà e terminerà l’asciutta generale. Essa riguarderà le derivazioni idrauliche che dal Piave scendono fino ai fiumi, Dese, Zero, Marzenego e Sile. In questo periodo si verificherà una forte riduzione del flusso d’acqua nel comprensorio del Consorzio di Bonifica. E’ prevedibile che le fosse attorno alla città murata di Castelfranco Veneto rimarranno senz’acqua. Così come il fiume Marzenego avrà una riduzione del flusso importante, un po’ meno il fiume Dese (ci sono molti affluenti che portano l’acqua delle fontane a getto continuo) e molto accentuata nel fiume Zero con evidenti difficoltà a Zero Branco e Mogliano.

“Ci preme avvisare la popolazione delle aree interessate – spiega il presidente di Acque Risorgive, Francesco Cazzaro – che potrebbero evidenziarsi delle criticità anche di carattere igienico-sanitario per la riduzione di portata che si registrerà nei fiumi in pochi giorni. Anche la fauna ittica sarà sottoposta ad un forte stress con la probabile necessità di recupero nei tratti che andranno in asciutta. Ai cittadini facciamo anche appello perché ci aiutino nella raccolta dei dati, collaborando al monitoraggio dei fiumi interessati dall’asciutta”. Acque Risorgive mette a disposizione la sua app (che si può scaricare gratuitamente da Google Play e App Store) con la quale, una volta registrati, sarà possibile inviare segnalazioni utili.

L’asciutta generale del 16-28 marzo rappresenta una prima opportunità di sperimentazione di quanto potrebbe avvenire con l’adozione del Deflusso Ecologico (DE) previsto dalla cosiddetta Direttiva Acque (Direttiva 2000/60/CE): normativa che comporterà un nuovo sistema di gestione delle acque dei fiumi. “In pratica – spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio – per ogni prelievo di acqua di fiume deve essere verificato che la quantità di acqua che rimane nel fiume sia tale da permettere allo stesso di mantenere o migliorare la qualità ambientale complessiva del corso d’acqua. L’obiettivo finale che si propone la Direttiva europea consiste nel raggiungere entro il 2021 almeno il livello di qualità “buono” per tutti i fiumi”.

“Tutto bene? Non proprio – spiega Carlo Casoni, capo Ufficio Territorio Ambiente di Acque Risorgive – perché le norme che regolano il Deflusso Ecologico sono state pensate per i grandi fiumi del Nord Europa e non si adattano facilmente a realtà diverse come per esempio al sistema molto interconnesso e artificiale del Piave e dei fiumi di risorgiva di pianura. Un’applicazione rigida di questo metodo rischia di creare notevolissimi problemi ai nostri corsi d’acqua”. Alcune simulazioni evidenziano una interruzione del prelievo in maniera intermittente a seconda dell’andamento meteo anche per più giorni o addirittura secondo alcuni scenari per più settimane consecutive.

“Abbiamo, quindi, ritenuto utile sfruttare l’asciutta generale di marzo 2018 programmata dai colleghi del Consorzio Piave – conclude il Direttore – per raccogliere quanti più informazioni possibili sui nostri corsi d’acqua disponendo misure di portata, livello e qualità delle acque. Questa fase sperimentale sarà utile per capire i potenziali effetti dell’applicazione di questa nuova normativa sul nostro territorio e per raccogliere elementi necessari a gestire nel migliore dei modi l’applicazione graduale del Deflusso Ecologico da qui al 2021”.

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