Interventi di riqualificazione nell‘area denominata “Oasi di Noale” 2° stralcio- Importo finanziato € 2.272.410,36

Riqualificazione ambientale Oasi di Noale. 2° stralcio

 Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha approvato la progettazione definitiva del secondo stralcio dell’oasi di Noale, più conosciuta come ‘ex cave Cavasin’. Con la conferma del finanziamento di 2 milioni 272 mila euro da parte della Regione Veneto sarà possibile completare l’intervento che rappresenta per Noale un fiore all’occhiello, sia in termini idraulici che naturalistici. L’oasi è infatti un sito di interesse comunitario che, grazie alla qualificata opera del comitato Wwf a cui è affidata la gestione, richiama l’interesse di appassionati e scolaresche per la presenza di specie rare di fauna e flora. Ora il progetto verrà spedito alla commissione regionale di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per il competente parere di compatibilità ambientale e contestuale approvazione, cui seguirà la progettazione esecutiva e l’appalto dei lavori.

Il secondo stralcio dell’Oasi di Noale è stato presentato alla cittadinanza martedì 12 maggio 2015.

Con la presentazione al pubblico del progetto e del relativo studio di impatto ambientale si apre la fase di 60 giorni in cui i cittadini possono presentare osservazioni.   

Ii progetto e lo studio di impatto ambientale sono consultabili sul sito della Regione al seguente link.

http://s01-stagingportale.regione.veneto.it/web/vas-via-vinca-nuvv/progetti-2015#ancoraVIA

Inoltre, pubblichiamo di seguito le slides di presentazione del progetto, utilizzate dai tecnici il 12 maggio a Noale per illustrare il progetto.

File di presentazione al Pubblico

Il secondo stralcio del progetto che consentirà di creare un unico sistema di bacini per una superficie interna totale di circa 12 ettari, riguarda l’area posta a sinistra del Rio Draganziolo. Dopo che 10 anni fa è stato realizzato un primo stralcio dell’Oasi, ora il Consorzio ha approvato il progetto della seconda parte, che prevede la creazione di un’area umida finalizzata alla fitodepurazione delle acque derivate dal Draganziolo e la realizzazione di manufatti e paratoie attraverso tecniche che riducano al minimo l’impatto ambientale.

Considerato che il progetto è stato previsto in un’area con valenze ambientali specifiche (area SIC/ZPS), si è optato per calibrare l’intervento sulle tipologie vegetazionali esistenti, individuando su quali aree intervenire per migliorare gli habitat presenti anche in funzione della conservazione delle specie di flora e fauna caratteristiche delle aree umide di acqua dolce del veneziano.

Assieme agli aspetti di riqualificazione ambientale, l’intervento comprende l’utilizzo dell’area ex-cave come cassa di espansione per laminare le piene del Draganziolo e la realizzazione di un nuovo fossato di progetto per adduzione alle cave e raccolta delle piogge dell’area, riducendo così localmente il bacino del Draganziolo e convogliando le portate direttamente al Rio Storto.

Localizzazione dell’area di intervento (in rosso) su immagine satellitare. Fonte Google maps.