Inaugurati il parco delle Giare a Mira, 10 ettari di biodiversità

Sono stati inaugurati stamane, a Mira, i lavori di sistemazione idraulica, rinaturalizzazione e riqualificazione paesaggistica della rete di scolo nel contesto del Parco delle Giare realizzati dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Un intervento di straordinaria importanza reso possibile grazie ad un finanziamento della Regione del Veneto pari a 2 milioni 697 mila euro e che ha interessato una vasta area di oltre 10 ettari a ridosso della laguna. “Quelli per la tutela dell’ambiente – ha detto l’assessore regionale Roberto Marcato – sono soldi sempre ben spesi. In questi anni, considerato che la legge speciale per Venezia non viene più finanziata al 2011, come assessorato ci siamo impegnati a racimolare anche l’ultimo centesimo per finanziare opere come questa che, oltre a garantire il miglioramento delle acque sversate in laguna, consentono anche di accrescere la sicurezza idraulica del territorio”. 

Un grazie alla Regione e al Consorzio di bonifica per aver reso possibile questo progetto è arrivato dal sindaco di Mira, Marco Dori: “Oggi è un bel giorno per il nostro comune: questa nuova area rinaturalizzata arricchisce il nostro paesaggio, assumendo un grande valore anche dal punto di vista ricreativo ed educativo”. 

Di sostenibilità e biodiversità ha parlato invece il presidente di Acque Risorgive: “Abbiamo scavato 25 mila metri cubi di terra senza movimentare fuori dall’area un solo mezzo, ricreando un ambiente ideale dove hanno già trovato dimora molte specie di flora e fauna” ha detto Federico Zanchin.  Un ulteriore tassello che si aggiunge ai già numerosi interventi di riduzione del rischio idraulico realizzati in questi anni dai Consorzi di bonifica veneti, come ha ricordato il presidente di Anbi Veneto, Alex Vantini, a dimostrazione che “sappiamo spendere bene i finanziamenti che ci vengono assegnati”. 

La nuova area – come ha illustrato il direttore di Acque Risorgive, Carlo Bendoricchio –  interessa una vasta area di oltre 10 ettari che, dopo essere stata oggetto di esproprio, è stata perimetrata con arginature alte in media 1 metro rispetto al piano campagna, per accogliere un volume d’acqua di circa 83.000 metri cubi. Le acque sono derivate dallo scolo Giare mediante un impianto di sollevamento alimentato da due elettropompe con una portata complessiva di 150 litri al secondo.

Grazie a questa nuova area, l’acqua viene ripulita delle sostanze inquinanti, attraverso i processi fitodepurativi e viene scaricata nella laguna di Venezia per mezzo di un secondo impianto di sollevamento dotato di due elettropompe della capacità di 50 litri al secondo ciascuna. Il Consorzio di bonifica ha stimato un abbattimento di fosforo pari a 0,14 tonnellate all’anno e di azoto pari a 1,37 tonnellate all’anno.  “E i primi dati, elaborati dall’Università di Padova nostra partner, sono assolutamente confortanti” ha chiosato l’ingegnere.

Durante i lavori del cantiere sono stati ritrovati i resti archeologici in argilla risalenti all’Età del bronzo. “Una scoperta – ha svelato Cecilia Rossi funzionario della Soprintendenza per la Città metropolitana di Venezia – che ha sorpreso anche noi e sul cui valore stiamo facendo altre importanti indagini”. 

Il parco delle Giare è dotato di un’area attrezzata e laboratorio didattico composto da un fabbricato in legno per attività ricettiva. Al termine dei lavori sono state messe a dimora circa 6.000 piante. 

Comments are closed.