Maltempo, emergenza scongiurata. Mai abbassare la guardia

L’emergenza maltempo ha interessato anche il comprensorio consortile gestito da Acque Risorgive. Nei giorni scorsi tecnici e operatori sono stati impegnati in un grande lavoro per evitare allagamenti in particolare su aree residenziali e produttive. Si è intervenuti con manovre idrauliche che hanno deviato l’acqua in eccesso nelle zone interessate da minori precipitazioni, nonché sulle golene e aree di laminazione costruite in questi anni e dimostratesi fondamentali. Anche i 29 impianti idrovori, presenti sul territorio che va dall’alta padovana fino alla laguna, passando per il territorio trevigiano attraversato dal Sile, hanno lavorato a pieno ritmo, evitando così il peggio lungo tutta la rete secondaria che è di competenza del Consorzio di bonifica, lunga 2.350 chilometri.

“Se da una parte possiamo esprimere moderata soddisfazione per il pericolo scampato nel nostro comprensorio, grazie anche ai tanti interventi realizzati in questi ultimi anni, quanto è accaduto conferma che siamo di fronte a fenomeni sempre più violenti, certamente causati dai cambiamenti climatici in atto. Per cui – sottolinea il presidente Francesco Cazzaro – non dobbiamo affatto abbassare la guardia, ma lavorare per gestire sempre con maggiore efficienza la rete idraulica a noi affidata e soprattutto creare consapevolezza tra i nostri consorziati sulla necessità di adottare comportamenti corretti e rispettosi del territorio. Un ringraziamento va alle strutture regionali che hanno messo a disposizione un sistema di modellazione che ha permesso di efficentare i sistemi di pre-allertamento e che ha dimostrato in questa occasione la propria validità. Ora siamo nella fase dei primi interventi di ripristino per i quali abbiamo dato e continueremo a dare piena collaborazione mettendo a disposizione le nostre professionalità e attrezzature: 20 persone e 7 mezzi di Acque Risorgive sono intervenuti nel bellunese, insieme a quanti operano in quel territorio così duramente colpito”.

Ciò che più preoccupa Acque Risorgive sono le conseguenze di un’edificazione urbanistica che nel passato non ha tenuto conto di elementari prescrizioni, come quella di mantenere una fascia di rispetto libera da edifici e manufatti lungo i corsi d’acqua che attraversano il territorio. “Dobbiamo dire che in questi anni più recenti, grazie anche ad una maggiore sensibilità degli amministratori locali – continua il Presidente – si sta lavorando d’intesa con i Comuni, attraverso la elaborazione dei piani delle acque, per un cambio di rotta ispirato al concetto di prevenzione. A questo proposito, proprio ieri la Giunta Municipale di Venezia ha approvato il Piano delle acque di quel Comune, che dovrà essere definitivamente votato dal Consiglio Comunale, strumento redatto in stretta collaborazione con Acque Risorgive e Veritas”.

L’auspicio di Acque Risorgive è che tale importante strumento di analisi delle criticità e programmazione degli interventi sia adottato da tutti i Comuni, in particolare se appartenenti al Bacino Scolante in Laguna di Venezia.