Messo in sicurezza il nodo idraulico Gorna del Cavagnolo

Si sono conclusi i lavori per la messa in sicurezza del nodo idraulico denominato Gorna del Cavagnolo e posto tra i comuni di Villa del Conte e San Giorgio in Bosco. Lo comunica Acque Risorgive, il Consorzio di bonifica che ha realizzato l’intervento per migliorare la gestione di questo importante punto di deviazione delle portate del Ghebbo Mussato. I lavori erano stati aggiudicati per un importo di circa 80 mila euro.

Diverse le opere che sono state portate a termine. La prima ha riguardato la sostituzione della botte a sifone che, passando sotto il Ghebbo Mussato, assicura lo scarico di un importante fossato campestre verso il Piovego di Villabozza. Il manufatto risultava fortemente lesionato e necessitava di un intervento finalizzato a mettere in sicurezza l’area circostante in via definitiva. In corrispondenza della nuova botte è stato realizzato un ponticello con tubi scatolari per consentire il ripristino della continuità di transito ai mezzi del Consorzio di bonifica adibiti alla manutenzione ordinaria e straordinaria, anche lungo la sponda destra del Tergola.

Il secondo intervento ha interessato l’argine destro del Ghebbo Mussato: un tratto di circa 40 metri, compreso tra via Esenti e il ponte canale, è stato ripristinato mediante la posa di una palificata in legno rafforzata con pietrame.

Si è inoltre provveduto, attraverso l’inserimento di un tubo di scarico, dotato di paratoia di interclusione, a creare un collegamento tra la canaletta Anselmi e il Ghebbo Mussato, consentendo così di scaricare parte della portata della prima nel Ghebbo, soprattutto nel periodo estivo quando da quest’ultimo si attivano molti attingimenti d’acqua per scopi irrigui. Il tratto di canaletta interessato dai lavori è stato coperto con pannelli metallici grigliati che hanno messo in sicurezza il manufatto.

I lavori si sono conclusi con l’automazione della paratoia installata sul manufatto del ponte canale, dove il Ghebbo Mussato oltrepassa il fiume Tergola, che permette di deviare l’intera portata del Ghebbo verso il fiume Tergola anziché recapitarla nel Brenta. Una manovra che si rende necessaria in caso di eventi meteorologici intensi per alleggerire l’area di valle del Ghebbo che potrebbe entrare in sofferenza.