Grazie allo stanziamento di 6 milioni e mezzo di euro, annunciato ieri dall’assessore regionale Roberto Marcato, finanziato tramite il Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc), il Consorzio di bonifica Acque Risorgive potrà realizzare il secondo stralcio del progetto per la realizzazione delle casse di espansione e laminazione sul fiume Marzenego, in comune di Noale. “Si tratta di un intervento strategico, finalizzato – spiega il presidente del Consorzio, Federico Zanchin – a ridurre le portate massime del corso d’acqua, e dunque il rischio di allagamenti, nel bacino del Marzenego mediante, appunto, la realizzazione di una cassa d’espansione. Ringraziamo la Regione del Veneto e l’assessore Marcato per l’attenzione dimostrata verso la messa in sicurezza del nostro territorio in un momento in cui esso deve fare i conti con gli effetti del cambiamento climatico”.
Con il via libera da parte della Giunta regionale al finanziamento, ora i tecnici di Acque Risorgive potranno lavorare alla progettazione esecutiva con una previsione di avvio dei lavori per il secondo semestre del 2026. Anche il Comune di Noale ha fatto la sua parte, con l’approvazione in Consiglio comunale della necessaria variante al Piano degli interventi. “Siamo grati a Regione e Consorzio di bonifica per aver reso possibile un’opera che avrà sicuri benefici in termini di sicurezza idraulica ma anche di creazione di nuove aree umide che potranno diventare habitat privilegiati di biodiversità, migliorando anche il contesto ambientale” dichiara l’assessore alle Politiche ambientali, Francesco Caravello.
Gli interventi previsti erano stati indicati alla Regione dall’allora presidente di Acque Risorgive Francesco Cazzaro e dal direttore Carlo Bendoricchio in seguito agli eventi meteorologici verificatesi sul territorio tra Noale e Salzano il 21 e 22 dicembre 2019, prevedendo la realizzazione di due casse di espansione sul fiume Marzenego su un’area di circa 17 ettari. La prima cassa di espansione, nel territorio di Salzano, è già stata ultimata grazie al primo stralcio dei lavori finanziato per un importo di 3 milioni di euro con fondi del PNRR. Con il secondo stralcio, finanziato per un importo di 6 milioni e mezzo di euro (fondi Fsc), si andrà a realizzare una seconda cassa di espansione con la creazione dei manufatti idraulici di regolazione del flusso in entrata e in uscita dei nuovi bacini. Oltre alla riduzione delle portate massime del Marzenego, il progetto prevede di innescare fenomeni di fitodepurazione delle acque con l’abbattimento previsto di 3,7 tonnellate/anno di azoto. Le due vasche di espansione andranno ad aggiungersi alla vicina oasi delle ex cave, riconsegnando ai cittadini un territorio più sicuro e riqualificato.
