Convegno Misp

Rifiuti nei mari, la prevenzione parte dai nostri fiumi

Quello dei rifiuti e della plastica in mare è un problema che nasce già nei bacini idrografici dei corsi d’acqua. L’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, in collaborazione con il Consorzio di bonifica Acque Risorgive e Veritas, ha dato vita a un innovativo progetto che punta a un’importante riduzione dei rifiuti galleggianti negli ambienti acquatici.  Si tratta di una serie di azioni che hanno l’obiettivo di individuare, analizzare e recuperare i rifiuti rilasciati nelle acque e destinati a raggiungere il nostro mare Adriatico.

La Laguna di Venezia è un ecosistema unico, dal 1987 parte del Patrimonio UNESCO e protetta dalla Rete Natura 2000. L’inquinamento derivante dalla plastica ne minaccia la biodiversità, il paesaggio e la qualità delle acque.

Già a metà del 2021, il report di Greenpeace “Plastic Litter in the Adriatic Basin” calcolava (anche nel Veneto) la presenza di 590 oggetti di rifiuto ogni 100 metri di spiaggia. I rifiuti galleggianti invece venivano registrati con una densità di circa 50 oggetti per km2. Studi più recenti sui fiumi veneti evidenziano una maggior produzione di rifiuti plastici nelle aree più urbanizzate, con una presenza fortemente legata alla piovosità ed alla gestione dei deflussi.

Il progetto“MISP” (Misure sperimentali nei corsi d’acqua del Distretto Alpi Orientali per la cattura dei rifiuti e delle plastiche galleggianti) è stato presentato stamane a Venezia. Il progetto rientra nei finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) previsti dalla “Legge Salvamare” (n.60/2022).

Due le misure previste. La misura B vedrà protagonista proprio Acque Risorgive, come ha spiegato il direttore dell’area tecnica, ing. Piero Zanette. Il Consorzio installerà delle barriere galleggianti in alcuni corsi d’acqua del bacino scolante nella Laguna di Venezia, al fine di raccogliere i rifiuti trasportati dalla corrente. In questo caso, vengono testate diverse tipologie di barriere nei vari siti del progetto, studiandone la loro efficacia. Tre i siti individuati: Taglio di Mirano a valle della ferrovia (Mira); immissione Tergola nello scolo Serraglio (Stra) e scolo Pionca a Monte del sifone sul Taglio (Mira). “Grazie alla sperimentazione – ha precisato Zanette – si potranno ampliare le aree presidiate dove il Consorzio già svolge l’attività di rimozione di rifiuti per una quantità media annua di 160 tonnellate. Con le barriere installate sui tre nuovi siti, contiamo di passare dal 38% di aree presidiate del territorio al 64%, ovvero quasi un raddoppio”.

All’azione del Consorzio di bonifica si aggiunge la creazione, da parte di Veritas, di una “imbarcazione a basso impatto ambientale”, grazie alla quale l’azienda opererà nella laguna di Venezia e in alcune foci fluviali: dotato di un sistema innovativo per raccogliere i rifiuti galleggianti, il natante opererà con tecnici specializzati e, alla raccolta, seguirà l’opportuna e regolare quantificazione e lo smaltimento di materiale recuperato.

Verrà condotto, inoltre, uno studio sui percorsi preferenziali dei rifiuti nell’ambito lagunare e in alcune foci fluviali, utilizzando dispositivi GPS (realizzati dalla società Nauta RCS di Milano) per tracciare i percorsi e le zone di accumulo; sarà inoltre possibile monitorarli quotidianamente, al fine di operare in maniera più mirata durante la raccolta dei rifiuti.

Comments are closed.