Sicurezza idraulica e tutela dell’ambiente: utile convegno a Noale

E’ possibile conciliare l’obiettivo della sicurezza idraulica con l’obiettivo della tutela ambientale del territorio? O un’esigenza prevale inevitabilmente sull’altra? Sono questi gli interrogativi che i Consorzi di bonifica del Veneto si pongono quotidianamente dovendo provvedere alla gestione ordinaria e straordinaria della rete di canali a loro affidati. E sono gli interrogativi su cui si sono confrontati alcuni esperti invitati da Acque Risorgive e Anbi Veneto a Noale, in occasione di Terrevolute Festival della bonifica.

Il convegno, introdotto dal presidente dell’associazione dei consorzi veneti Francesco Cazzaro, ha messo attorno ad un tavolo urbanisti, biologi, ecologi ed esperti di riqualificazione fluviale a conferma che il fiume è un sistema molto complesso e che la sua gestione è frutto dell’equilibrio di necessità e aspettative diverse.

Un fiume può essere occasione di una riqualificazione urbana come è il caso del Marzenego e del progetto di riqualificazione voluto dal Comune di Venezia con la creazione di un parco che interesserà anche il cuore di Mestre. Una straordinaria opportunità che, prendendo spunto dalla riqualificazione dell’ultimo tratto, più noto come Osellino, potrà avere positive ricadute anche in termini turistici, culturali ed economici per l’intera area metropolitana. Anzi, si sta pensando di utilizzare l’asta di questo fiume di risorgiva per connettere Venezia a Castelfranco, addirittura fino al Grappa, attraverso percorsi ciclabili (Danilo Girotto, dirigente Comune di Venezia).

I canali, anche quelli fortemente modificati dalla mano dell’uomo, sono habitat molto delicati, dove vivono e proliferano microorganismi, specie animali, alberi e arbusti la cui tutela può essere garantita, oltre che dalla qualità dell’acqua, da interventi di manutenzione eseguiti in modo sostenibile (Andrea Buffagni, ricercatore Irsa-Cnr). E’ il caso della manutenzione “gentile” che, come dimostrano studi europei e italiani, consente di garantire la funzionalità idraulica pur mantenendo parte della vegetazione che cresce lungo le sponde. Una tecnica che il consorzio di bonifica Acque Risorgive utilizza da tempo e che alcune ricerche hanno dimostrato dare risultati molto importanti per la tutela ambientale. Come? Ad esempio utilizzando la fitodepurazione per abbattere gli inquinanti presenti nelle acque, quali azoto e fosforo, che altrimenti finivano in laguna alimentando la crescita delle alghe (Marco Monaci, Cirf). I due casi illustrati, la Piovega di Scandolara e il Rio Storto, dove Acque Risorgive ha creato delle aree golenali, utilizzate come invasi per accogliere le acque di piena e aree di fitodepurazione, hanno confermato straordinari risultati di abbattimento dell’azoto in percentuali superiori al 70% (Bruna Gumiero, biologa Università di Bologna).

Insomma tutelare i fiumi come habitat di particolare valore ambientale senza venir meno alla sicurezza idraulica è possibile. Ed è la strada che i Consorzi di bonifica del Veneto intendono proseguire in futuro.