Studio sperimentale sull’area umida di Rio Rusteghin

La nuova area umida realizzata da Acque Risorgive nel Rio Rusteghin in comune di Mogliano Veneto è stata oggetto di uno studio sperimentale da parte del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli studi di Padova. “L’obiettivo – spiega il direttore del Consorzio di bonifica, Carlo Bendoricchio – era di calcolare i tempi effettivi di residenza del sistema di fitodepurazione, un metodo per valutare quanto l’opera è efficace in termini di abbattimento dei nutrienti e confermare o meno le previsioni di progetto indicate nella realizzazione dell’area. Non essendoci molta letteratura per opere di questo tipo, si rende necessario procedere con specifici monitoraggi e prove empiriche che consentono di ottenere indicazioni utili a definire il protocollo di gestione e nelle successive progettazioni di aree simili”.

Il protocollo di monitoraggio, siglato da Acque Risorgive con l’Università di Padova, prevede come prima azione una prova fisica mediante l’utilizzo di un tracciante (nel caso specifico la Rodamina WT avente caratteristiche di conservatività, atossicità, rilevabilità a basse concentrazioni e concentrazione di fondo pressochè nulla), che viene versato nel punto di ingresso del sistema ed una sonda posizionata nel punto di uscita che rileva la quantità di colorante (colore rosso) che esce nell’arco di tempo.

La prima prova sperimentale, svoltasi nei giorni scorsi con l’immissione in acqua del tracciante, ha permesso di determinare un tempo medio di residenza delle acque in condizione di gestione ordinaria dell’area di 1,5 giorni. Nella relazione firmata dal responsabile scientifico prof. Luca Palmeri si suggerisce ai tecnici di Acque Risorgive una diversa gestione dell’area tale da poter aumentare i volumi invasati così da allungare a loro volta i tempi medi di residenza delle acque. Un intervento – si legge nel rapporto – da fare compatibilmente con i rischi idraulici correlati e con la maturazione delle specie vegetali golenali.

Conclusa questa prima fase, si procederà nei prossimi mesi con la raccolta di campioni di acqua in ingresso ed uscita dal sistema di fitodepurazione, i quali verranno analizzati per rilevare la concentrazione di nutriente e conseguentemente calcolare il carico abbattuto, arrivando a determinare l’effettiva efficacia fitobiodepurativa dell’intervento realizzato.