“C’è un aspetto che differenzia i partecipanti del WaterBlitz che si è svolto nei giorni scorsi sul territorio di Acque Risorgive da quelli svolti in altre parti d’Europa: qui la maggior parte di loro si è detta convinta che i cittadini possano contribuire al miglioramento della qualità dei fiumi. Un dato sorprendente che fa ben sperare”. Lo ha evidenziato il prof. Steven Loiselle presentando a Noale i dati del monitoraggio che hanno coinvolto da 17 al 20 aprile i fiumi Marzenego, Dese e Sile.
Ad aderire all’iniziativa di citizen scienze sono stati cittadini, l’Istituto comprensivo “Betty Pierazzo”, comuni e altri enti, per un totale di 443 partecipanti (di cui 212 studenti) che hanno monitorato 146 siti, rilevando le concentrazioni di azoto nitrico e di fosfato presenti nelle acque. “Su tutti i tre corsi d’acqua presi in esame, si è potuta notare l’efficacia degli interventi di riqualificazione realizzati dal Consorzio di bonifica in questi anni: la fitodepurazione consente di abbattere azoto e fosforo, facendo sì che le acque versate in lagune siano più pulite rispetto il passato” ha detto Loiselle illustrando i risultati alla presenza dell’assessore all’ambiente Francesco Caravello, del vicepresidente e direttore di Acque Risorgive, Silvano Borile e Carlo Bendoricchio e del dirigente della Regione Veneto Matteo Lizier.
“Azoto e fosforo ancora presenti nei fiumi, con andamento altalenante, anche se il trend degli ultimi 25 anni – come ha spiegato Federico Serena di Arpav – è in miglioramento. La maggior presenza di azoto alla sorgente, come evidenziano i nostri monitoraggi, è dovuta al fatto che si tratta di fiumi di risorgiva. In ogni caso i rilievi risentono di molti fattori, tra cui l’attività agricola, l’aumento delle portate dovute ai fenomeni alluvionali o la siccità”. Proprio su questo ha richiamato l’attenzione il direttore Bendoricchio: “Sono felice che si veda l’effetto del nostro lavoro, ma le criticità esistono ancora e non dobbiamo abbassare la guardia. Ciò che preoccupa maggiormente per il futuro, anche con riferimento alla qualità dell’acqua, è la crisi dovuta alla siccità”. Bendoricchio, rivolgendosi al dirigente della Regione, ha poi auspicato l’importanza di reperire nuove risorse per poter continuare l’opera di riqualificazione avviata grazie ai fondi della legge speciale per Venezia.
Bruna Gumiero, ecologa e coordinatrice del progetto, ha evidenziato il positivo ruolo che la scuola ha e potrà avere nel promuovere la collaborazione tra il mondo della ricerca e la società civile. “Il vostro istituto – ha detto, rivolgendosi alla dirigente Francesca Bonazza e alle insegnanti coinvolte – rappresenta un modello di partecipazione capace di coinvolgere, attraverso gli studenti, l’intera comunità, rafforzando così il legame con i fiumi del territorio”. Un concetto ribadito anche dal vicepresidente di Acque Risorgive, Borile: “Iniziative come questa servono a creare una coscienza civica attorno alla preziosità del bene comune rappresentato dall’acqua”.

